Alla 67ª Monte Erice, sesto round del Campionato Italiano Velocità Salita Auto Storiche, Totò Riolo ha firmato una prestazione di altissimo livello, valorizzata ancora di più dal contesto tecnico: differenze di vettura, condizioni di gara tiratissime e, come dichiarato dallo stesso pilota, anche l’utilizzo di pneumatici usati. Eppure, il cerdese è stato lì, a giocarsi tutto fino all’ultimo centesimo.

Nel 4° Raggruppamento, Riolo con la PCR A6 ha centrato un risultato pesantissimo: vittoria in Gara 1 con 3’16”73, mettendo subito in chiaro il passo sul tracciato siciliano e accendendo l’entusiasmo del pubblico di casa. In Gara 2 è arrivata la risposta del rivale diretto, con un crono di altissimo profilo (3’16”22, miglior tempo assoluto), che ha ribaltato l’aggregata per una manciata di centesimi.

Il bilancio finale è quindi un “1-1” che racconta perfettamente l’intensità del duello e il livello della performance di Riolo, secondo assoluto di raggruppamento per pochissimo.
L’obiettivo erano i punti per consolidare la leadership in campionato e avvicinarci al secondo titolo consecutivo – ha spiegato Riolo –. La sfida è stata entusiasmante e sono contento dell’1-1, considerando che ho corso con gomme usate.
Totò Riolo

Parole che rendono ancora più chiaro il valore della sua gara: competitiva, concreta, di gestione, con la capacità di massimizzare ogni dettaglio in un weekend dove bastava un niente per perdere contatto.

Nel weekend della 67ª Monte Erice, oltre alla grande prova di Totò Riolo tra le storiche, anche Ninni Rotolo ha portato in gara la Osella PA21 JRB nella competizione delle moderne del Campionato Italiano Supersalita, chiudendo 36° assoluto e 9° di classe. Un risultato che, però, va letto considerando le condizioni tecniche del fine settimana: sul tracciato ericino Rotolo non è riuscito a esprimersi come avrebbe voluto, soprattutto per un feeling difficile con le Hoosier usate, che non gli hanno dato la fiducia necessaria per attaccare nei punti chiave della salita.

A Erice non sono riuscito a guidare come volevo: è una strada bellissima, ma se non hai fiducia subito diventa complicato cercare il limite. Il problema principale è stato il feeling con le gomme, perché con le Hoosier usate non mi sono trovato bene e non ho avuto il grip e la precisione che servono qui per essere incisivi. Alla fine ho preferito essere lucido, portare la macchina al traguardo e raccogliere dati utili. Adesso guardiamo avanti: con il set giusto e gomme in condizione, sono convinto che posso fare un passo diverso già dalla prossima.
Ninni rotolo